Mar 30 2019

Il pesa-nervi #1

 

Il pesa-nervi n. 1

marzo 2019

“A posteriori. Il lato B delle cose”

coordinamento & layout: Carmine Mangone

>> download gratuito (pdf, 13,1 MB) <<

In questo numero:

Emi Anrakuji
Antonello Bancaruta Campus
Aldo Palazzolo
Simone Lucciola
Francesco Battaglia
Mimì Burzo
Beatrice Orsini
Carmine Mangone
Alberto Sipione
Isabel De Santis
Angela Falchi
Rosamaria Cerone
Flavio Sciolè
Maurizio Iorio
Monica Andreis
Francesco Cornello

 

“(…) Tentare. Venire tentati. Mettere una mano sotto la veste della realtà. Prenderla alle spalle e farla trasalire. Toccare il culo del destino o di ciò che, per pigrizia, possiamo ancora considerare impossibile. Tutto questo, ancora e sempre, per non nasconderci al cospetto delle nostre più segrete intenzioni.”

 


Mar 1 2019

Flavio Sciolè :: Nel Disincanto Asociale

 

Flavio Sciolè, Nel Disincanto Asociale. 33 stazioni per un disinteresse, con una nota di C. Mangone. Download gratuito dell’ebook [pdf]: https://maldoror.noblogs.org/files/2019/03/FlavioSciole-NelDisincantoAsociale-MaldororPress-2019.pdf

 

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[stazione] II – Maestranze

Mostra il libricino piccino piccino
lo tiene in mano, lo mostra a tutti
se ne vanta, ne parla, ne gode
tutti lo chiamano maestro
e lui ammaestra, indica la via
lui è la luce, l’unica prospettiva
Tutti bravi a parlare d’arte, a metterla da parte
passarla da parte a parte, disfarne il senso
Tutti bravi a fare l’arte con l’antiarte degli altri
dei non presenti, dei non storicizzati
tutti bravi a storicizzarsi da soli, ad autocriticarsi
a scriversi le prefazioni, le postazioni e gli intermezzi
Tutti bravi a presentarsi alle presentazioni
ed a presentare il presente presentatore
Cogli applausi da accogliere, da cogliere al volo
da cogliere al primo colpo, tutti ad autoapplaudirsi
riverirsi, dedicarsi dediche, autocitarsi, autoeccitarsi
occuparsi di sé, fingere di occuparsi degli altri per
parlarsi, di nuovo, addosso, a ridosso
non mollare l’osso, riportarlo al sistema padrone
non disoccuparsi mai, potrebbe nascere un pensiero reale
nella melma autoreferenziale, potrebbe incrinare
il bel castello marcondirondirondello, il più bello
sempre politicamente corretti, sempre politicamente scorretti
sempre a favore, sempre contro
sempre perfetti, sempre osceni
tanto tutto fa scena, anche l’osceno
e quindi
bisogna
eliminare
chi non si mostra alla mostra
chi non è in scena, chi non allestisce il teatrino
mentre declina
i suoi no.

FLAVIO SCIOLÈ

 

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“La poesia di Flavio Sciolè (…) resta ben al di qua del bello poetico e se ne sta a danzare ironicamente (con un ritmo davvero niente male) sulla soglia tra gesto e possibilità della parola. (…)
La scioliana parola del disordine è disattendere. Il che significa uccidere la speranza e lanciarsi nel divenire di cui sopra: io vi disattendo, io mi disattendo, io disattendo / ogni ipotesi, ogni credo, ogni dialogo, ogni senso / io disattendo / tutto (stazione III). Disattendere quindi anche la propria disattesa e cominciare a balbettare, a farfugliare, a vomitare stelle nane bianche. Come Ghérasim Luca. Come Carmelo Bene. O come un Artaud senza più le crudeltà prêt-à-porter dei teatranti.
Farfugliare. Sfarfallare. Sfruculiare il verbo, il sesso del verbo, gli occhi morti del verbo. Masturbare le proprie mancanze, anche, e concepirne un rovesciamento, rivoltando il nulla come un calzino bucato e venendo in faccia all’eroe di turno che recita un non senso post dadaista.” [dall’appendice di Carmine Mangone]

 

 


Gen 15 2019

Mariella Soldo :: Il Professore K. o Z., dipende

 

Download gratuito dell’ebook: https://maldoror.noblogs.org/files/2019/01/Mariella-Soldo_IlProfessoreKoZdipende_MaldororPress-2019.pdf

 

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Un testo singolare, che può essere visto come una sorta di racconto espressionista (viene in mente il Bebuquin di Carl Einstein), ma anche come una pièce teatrale dadaista. Il Professore K. – o forse Z., chi può dirlo? – attraversa i territori dell’amore, della socialità, del sapere, ma non si fissa su alcun nome, su nessuna narrazione. Non si sa da dove viene, non ha una direzione univoca, eppure per lui, plagiando un noto aforisma di Karl Kraus, potrebbe valere una formula quasi esoterica: la mancanza dell’origine è la meta. Ed è intorno a questa “origine” – di volta in volta elusa, bramata, rigettata – che Mariella Soldo, regista e autrice teatrale, costruisce una trama continuamente sospesa tra invenzioni surreali e tenerezze appena accennate, come pure tra svolte grottesche e accenni di critica (neanche troppo sottesa) verso il governo sociale della cultura.

 

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“K. o Z. pensava che l’essere umano fosse il meccanismo più assurdo che potesse esistere. Non ci sarebbe mai stata una spiegazione, quindi aveva deciso di considerarsi una forma artistica adeguata al suo tempo.

Inutile.
Brutta.
Da rivedere.”

 


Ott 2 2018

Mimì Burzo :: Rupert

 

 

Download gratuito dell’ebook: https://maldoror.noblogs.org/files/2018/10/Burzo-Rupert-Maldoror_Press-2018.pdf

 

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Una manciata di testi poetici per dire la breccia sempre possibile verso l’impossibile. Un tentativo di parola per amare l’Altro attraverso un verbo costretto all’infinito – o contro l’infinito zoppicante dei poeti – senz’altra coniugazione che non sia per amore, o per una qualche forma esacerbata d’intelligenza, tentando la parola dell’unicità, della lotta, degli umori, ben prima che se ne muoia per i suoi “peccati”, ben prima che essa si disfi e ricombini dentro la storia dei fallimenti.

 

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[…] [Non esiste nulla] Solo il canto indecente del mondo, e due mani che lo prendono in grembo. Per cullarlo. Solo per cullarlo. Il mondo ha bisogno di essere cullato. Se sei il mondo posso solo cullarti con la musica che dondola l’impossibilità di un noi e quattro piedi su di una via. Qualche macchina e pochi alberi. Quattro occhi e due mani. L’una dentro l’altra. Un paio di labbra su di un orecchio. Due encefali. Tessuto nervoso. Muscolare. Osseo. Vasi sanguigni. Due pancreas. Due fegati. Quattro polmoni. Cromosomi di forma diversa. L’avvicendarsi sulla strada, di due corpi uniti da un perché che si riduce ad un forse […].


Set 27 2018

Lisa Orlando :: Nasceranno per noi le umane città

 

Download gratuito dell’ebook: https://maldoror.noblogs.org/files/2018/09/Lisa-Orlando_Nasceranno-per-noi-le-umane-citta_Maldoror-Press_2018.pdf

 

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Nasceranno per noi le umane città è una raccolta di brevi saggi che si prova, con devota minuzia, a indicare (o a immaginare) una possibilità di salvezza – per un mondo che s’ammala e declina – attraverso un ribaltamento radicale dei punti di vista. Ribaltamento che dia luogo, anzitutto, a un nuovo saper vivere, e che insegni al mondo, e agli esseri che lo abitano, una cura che sopprima la violenza, le separazioni, in modo da riabilitare l’amore – rendendolo cioè nuovamente abile a dare un senso compiuto alla vita e alle relazioni tra i viventi. [Fotografie di Dana de Luca]

 

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[La battaglia della vita è dunque ineluttabile? Così
come la sua disfatta?]

Nel primo libro di Kakfa, Descrizione di una battaglia, c’è
la fatale considerazione che essa non potrà avere mai
alcuna vittoria, mai sconfitta, né mai potrà svigorirsi,
mai finire. È come se Kafka portasse in sé, sin dall’inizio,
questo breve, intenso dialogo che sintetizza tutta la
sua vita (la nostra?):

«In ogni caso tutto è perduto. – Devo quindi smettere? – No,
se smetti tutto è perduto».

 

 


Set 1 2018

Romina Capo, Carmine Mangone :: EROTICÀRDIO

 

 

Download gratuito:

https://maldoror.noblogs.org/files/2018/09/RominaCapo-CarmineMangone_Eroticardio_MaldororPress-2018.pdf

 

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Folgorante raccolta di testi poetici, scritta nell’arco di appena tre settimane tra il luglio e l’agosto 2018. Un varco attraverso i giorni, un tentativo per l’affetto, una ricerca di unicità e consapevolezza per azzannare il desiderio. Con venti illustrazioni di Alfonso Nacchia.

 

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Scostato il millantare delle lancette
le frette di arrivi e partenze
le scarpe strette dal troppo camminare
slordato il bacio dal sale
Noi .eravamo bellissimi
con tutte le nostre ruggini
ingoiate .le anemie dei cuori spaccati
come mele e come ferrose assenze
dimenticate .tra ferrovie e zone d’imbarco

(in ogni cielo cupo esiste un varco
anche se ha sapore di pioggia).

ROMINA CAPO

 

Le parole si prendono cura di tutto, sottraendoci a quel rifugio che può essere il pensiero della morte, del silenzio, eppure non rimediano a nulla.
M’interrogo sulle origini del movimento. Mi chiedo se ho sofferto per la conoscenza. Il pensiero è la sedimentazione di una follia elusa, di un dubbio suturato.
Da ragazzo, giocavo per strada tirando calci a un pallone e ancora non avevo quest’interesse per le rilegature. Ero dato dalla bellezza dell’accidentale, dalla malizia di un’obbedienza verso ogni tipo di disastro. Il mio cuore non aveva scadenze. La minaccia del destino era blanda. Vivevo sotto la sorveglianza delle mie sole esaltazioni.
Dov’è finita quella mancanza di fine? Dove si è incagliato quel me stesso eccessivo e spensierato? Come mai, a un certo punto della mia vita, ho scelto di amare restando poeticamente inadatto all’amore?

CARMINE MANGONE

 


Feb 9 2015

Carmine Mangone :: In me si ama, la scatola, Pasifae


Parole inutili come ogni innocenza figlia mia
Non vedi che il mostro sono io e che il cielo rimane stupidamente azzurro?
Rivendico per me la qualità di ciò che
perde ogni qualità
e la poesia di ciò che odia ogni poesia
Pensavi forse che io morissi squartata dalle dimensioni del
mio stesso desiderio?

Mangone-Pasifae-cover

 

Free download: http://maldoror.noblogs.org/files/2015/02/CarmineMangone-Pasifae.pdf

 

testo per il teatro

introduzione di Mariella Soldo

illustrazioni di Alfonso Nacchia

con foto di Domenico Carbonara
e camei di Barbara De Palma e Anna Piscopo

prima: 28 novembre 2014
Teatro Bravò, Bari
Corti d’a(u)t(t)ore
regia: Mariella Soldo
voci: Barbara De Palma
attori: Roberto Ranieri, Anna Piscopo
produzione: Notterrante compagnia

link video: http://youtu.be/mtMLrCQtjMo
riprese: Francesca Citarella

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“Man mano Pasifae perde la sua infanzia. Si abbandona a un breve ma intenso monologo finale, in cui dona al pubblico le ultime tracce della sua antica malinconia: La scatola è calda, / esaurisco il possibile, / non finirò mai. Così come non finirà mai il suo corpo, la sua sensualità, la ricerca anti-estetica del mondo. Uno spettatore le lancia un gomitolo di lana. La donna lo raccoglie. Il Minotauro la insegue. La musica è tagliente. Pasifae fa finta di fuggire. In realtà quella corsa è una farsa. Non teme il Minotauro perché non teme l’amore”, Mariella SOLDO.


Nov 17 2014

Émile Pouget :: Il sabotaggio

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Free download: http://maldoror.noblogs.org/files/2014/11/Pouget-IlSabotaggio.pdf

 

L’opuscolo seminale sul sabotaggio rivoluzionario, scritto oltre un secolo fa dal sindacalista anarchico Émile Pouget.

«Da quando un uomo ha avuto la criminale ingegnosità di trarre profitto dal lavoro di un suo simile, da quel giorno lo sfruttato ha cercato d’istinto di dare meno di quanto esigesse il suo padrone», É. Pouget.

Testo pubblicato originariamente in: Émile Pouget, Comontismo e altri, Sabotaggio mon amour, a cura di Carmine Mangone, Gwynplaine edizioni, Camerano (AN), 2013, pp. 7-65. Copertina di Roby Phc Ferrari.



Nov 16 2014

Stefano Riccesi :: Rosa del mattino

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Free download: http://maldoror.noblogs.org/files/2014/11/StefanoRiccesi_RosaDelMattino.pdf

 

«Il movimento del desiderio dà impulso e forma alla realtà, ne è la pura sostanza, poiché niente viene a essere senza un principio di movimento. Ma per abbandonarvisi appieno è necessario accordarsi alla sua impermanente gratuità, e poi sapere che non si possono sperimentare vette senza valli, e infine nutrire una volontà di vivere libera dalla dipendenza dal tempo, libera di godere del reale più che del possibile. Un godimento libero dalle prigioni della speranza e della durata, serenamente e ferocemente presente alla realtà. (…) Sai, le cosiddette leggi naturali non sono che modi della mente per descrivere la relativa coerenza dell’universo. Credi forse che cadendo una pallina voglia rispettare la forza di gravità? La natura si autorganizza ma non segue leggi. E in un mondo senza legge, che sboccia e gode di sé senza controllo né vie prestabilite, in un mondo senza altro senso che la meraviglia, per me si può solo abbandonare la bontà e la giustizia apprese per tornare a fare spazio alla volontà della vita», Stefano Riccesi.

Illustrazioni: Carmine Mangone.



Dic 16 2013

Maurice Blanchot :: La follia del giorno

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Free download: http://maldoror.noblogs.org/files/2013/12/MauriceBlanchot_LaFolliaDelGiorno.pdf

 

Illustrazioni di Roberto Clemente.

 

«Nella vita di tutti giorni, [Blanchot] era l’uomo più semplice che ci sia. Molto dolce, sempre di buon umore, con il suo leggendario e meraviglioso sorriso. Non l’ho mai visto in collera (eccettuate le sue vivaci collere politiche) e aveva una costante preoccupazione per i problemi degli amici. Per il resto, aveva molto humour, senza quasi accorgersene; comprendeva tutto e non accusava mai.», testimonianza di Monique Antelme.

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«Io non sono né saggio né ignorante. Ho provato gioie. È troppo poco dire: sono vivo, e questa vita mi dà il più grande pia­cere. La morte, allora? Quando morirò (forse tra poco), conoscerò un piacere im­menso. Non parlo del pregustare la morte che è insulso e spesso sgradevole. Il soffrire abbrutisce. La grande ve­rità di cui sono sicuro è invece questa: provo nel vivere un piacere senza limiti e avrò nel morire una soddisfazione senza limiti. (…) Gli uomini, specie bizzarra, vorrebbero sfuggire alla morte. E alcuni gridano, morire, morire, perché vorrebbero sfuggire alla vita. «Ma quale vita, mi uccido, mi ar­rendo.» Ciò è pietoso, strano, è un errore.  Ho incontrato tuttavia degli esseri che non hanno mai detto alla vita, taci, e alla morte, vattene. Quasi sempre delle donne, creature belle. Quanto agli uomini, il terrore li asse­dia, la notte li ferisce, vedono i loro progetti annientati, il loro lavoro ridotto in polvere, restano sbigottiti, loro, così grandi, che volevano fare il mondo, ma tutto sprofonda. (…) Devo confessarlo, ho letto molti libri. Quando scomparirò, tutti questi volumi muteranno impercettibilmente; più grandi i margini, più debole il pensiero. Sì, ho parlato a troppa gente, oggi questo mi sor­prende; ogni persona è stata per me un intero popolo. Un così immenso altro mi ha reso me stesso molto più di quanto avrei voluto. Adesso, la mia esistenza è di una solidità sor­prendente; anche le malattie mortali mi giu­dicano coriaceo. Me ne scuso, ma è necessario che io seppellisca qualcun altro prima di me. (…)», MAURICE BLANCHOT (La follia del giorno ).

 

«Sei qui adesso: il tratto impossibile del dado. Il ricatto è motivo: non posso rimettermi a te che leggi. Sei tutti i lettori, in ogni istante. Ogni istante ha una punta, no: ogni istante ha una serie infinita di punte che si drizzano e si piegano senza soluzione di continuità. Scrittura frattale sparpagliata ovunque.», gallizio.

«Sembrerebbe incredibile – tenerne conto, tenerne racconto – eppure si continua ad affidare l’idea dell’impossibile (e cos’è l’impossibile se non la creazione di una soglia tra vita e morte che permetta a noi e ai nostri affetti di sormontare ogni durata, ogni tempo?), si continua ad insufflare una tale idea in tutti i movimenti umani che tendono, non solo sulla carta e anche solo in potenza, ad una impossibilità della parola. Sembrerebbe assurdo, ma ormai gli inventori del mondo simbolico costringono sulla soglia o addirittura combattono molti dei loro stessi simboli per poter meglio vivere e mutuare il proprio mondo. In quest’assurdo, in questo movimento senza più segnaletica ideologica, c’è però tutto quel che ancora rimane di apertura sovrana – di continuità – verso l’esistente e l’ignoto.», Carmine Mangone.