Ott 2 2018

Mimì Burzo :: Rupert

 

 

Download gratuito dell’ebook: https://maldoror.noblogs.org/files/2018/10/Burzo-Rupert-Maldoror_Press-2018.pdf

 

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Una manciata di testi poetici per dire la breccia sempre possibile verso l’impossibile. Un tentativo di parola per amare l’Altro attraverso un verbo costretto all’infinito – o contro l’infinito zoppicante dei poeti – senz’altra coniugazione che non sia per amore, o per una qualche forma esacerbata d’intelligenza, tentando la parola dell’unicità, della lotta, degli umori, ben prima che se ne muoia per i suoi “peccati”, ben prima che essa si disfi e ricombini dentro la storia dei fallimenti.

 

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[…] [Non esiste nulla] Solo il canto indecente del mondo, e due mani che lo prendono in grembo. Per cullarlo. Solo per cullarlo. Il mondo ha bisogno di essere cullato. Se sei il mondo posso solo cullarti con la musica che dondola l’impossibilità di un noi e quattro piedi su di una via. Qualche macchina e pochi alberi. Quattro occhi e due mani. L’una dentro l’altra. Un paio di labbra su di un orecchio. Due encefali. Tessuto nervoso. Muscolare. Osseo. Vasi sanguigni. Due pancreas. Due fegati. Quattro polmoni. Cromosomi di forma diversa. L’avvicendarsi sulla strada, di due corpi uniti da un perché che si riduce ad un forse […].


Set 1 2018

Romina Capo, Carmine Mangone :: EROTICÀRDIO

 

 

Download gratuito:

https://maldoror.noblogs.org/files/2018/09/RominaCapo-CarmineMangone_Eroticardio_MaldororPress-2018.pdf

 

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Folgorante raccolta di testi poetici, scritta nell’arco di appena tre settimane tra il luglio e l’agosto 2018. Un varco attraverso i giorni, un tentativo per l’affetto, una ricerca di unicità e consapevolezza per azzannare il desiderio. Con venti illustrazioni di Alfonso Nacchia.

 

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Scostato il millantare delle lancette
le frette di arrivi e partenze
le scarpe strette dal troppo camminare
slordato il bacio dal sale
Noi .eravamo bellissimi
con tutte le nostre ruggini
ingoiate .le anemie dei cuori spaccati
come mele e come ferrose assenze
dimenticate .tra ferrovie e zone d’imbarco

(in ogni cielo cupo esiste un varco
anche se ha sapore di pioggia).

ROMINA CAPO

 

Le parole si prendono cura di tutto, sottraendoci a quel rifugio che può essere il pensiero della morte, del silenzio, eppure non rimediano a nulla.
M’interrogo sulle origini del movimento. Mi chiedo se ho sofferto per la conoscenza. Il pensiero è la sedimentazione di una follia elusa, di un dubbio suturato.
Da ragazzo, giocavo per strada tirando calci a un pallone e ancora non avevo quest’interesse per le rilegature. Ero dato dalla bellezza dell’accidentale, dalla malizia di un’obbedienza verso ogni tipo di disastro. Il mio cuore non aveva scadenze. La minaccia del destino era blanda. Vivevo sotto la sorveglianza delle mie sole esaltazioni.
Dov’è finita quella mancanza di fine? Dove si è incagliato quel me stesso eccessivo e spensierato? Come mai, a un certo punto della mia vita, ho scelto di amare restando poeticamente inadatto all’amore?

CARMINE MANGONE